Migranti MONDO

San Ferdinando, corteo dei migranti per chiedere “Giustizia”

“Schiavi mai” e “Giustizia”: sono questi gli slogan che hanno accompagnato il corteo dei migranti partito stamattina dal campo di San Ferdinando per raggiungere il municipio. I manifestanti, con in mano dei cartelli ma senza bandiere, chiedono giustizia per Soumaila Sacko, maliano di 29 anni, ucciso sabato scorso a San Calogero in una vecchia fabbrica dismessa e abbandonata. Insieme a lui altri due connazionali sono stati feriti, ma hanno potuto raccontare quanto hanno visto: un uomo bianco, sceso da una fiat panda, avrebbe sparato con un fucile dall’alto, da una distanza di circa 60 metri, colpendo nel mucchio e ferendo alla testa il povero Soumaila. A dare l’allarme sono stati i due sopravvissuti, dopo aver percorso a piedi alcuni chilometri prima di raggiungere la stazione dei carabinieri di Rosarno. A nulla è servito il trasporto d’urgenza all’ospedale di Reggio Calabria ad opera dei medici del 118. Soumaila lascia una figlia di 5 anni e la compagna in Mali. Era un immigrato regolare, in tasca il permesso di soggoiorno, ma viveva dei pochi euro che guadagnava come bracciante agricolo stagionale nella Piana di Gioia Tauro. Per migliorare la propria condizione e quella dei tanti lavoratori immigrati sfruttati, Soumaila aveva aderito da due anni all’Usb. Per il sindacato è stata una giornata di sciopero alla quale hanno aderito anche i lavoratori del foggiano. “A Salvini vogliamo dire che la pacchia è finita per lui, perché per noi la pacchia non è mai esistita” ha detto Aboubakar Soumahoro dell’esecutivo nazionale, commentando le prime dichiarazioni del neo ministro dell’Interno eletto proprio in Calabria. 
Nella storia tragica del ghetto di San Ferdinando, cresciuto a dismisura accanto alla tendopoli ufficiale per fare fronte alla crescente richiesta di accoglienza, Soumaila non è la prima vittima. Dal gennaio 2010, anno della rivolta causata dal ferimento di alcuni migranti dopo l’ennesima sparatoria, le tensioni non si sono mai placate del tutto. All’inizio di quest’anno, in un incendio nello stesso campo era morta Becky, una donna di 26 anni, immigrata regolare residente a Riace. Questo è lo sfondo, sul quale si inserisce il clima di odio e intolleranza alimentato da certe dichiarazioni. 

r.f.c. 

FaC

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