“Ci saremmo aspettati un commento a caldo da parte del sindaco di Rende o dall’assessore all’Ambiente sul caso del sequestro del depuratore consortile di Coda di Volpe. Almeno una presa di posizione rispetto alle risultanze investigative che hanno messo in luce la mala gestione delle acque reflue prodotte dai Comuni che scaricano in quel depuratore con conseguente inquinamento del fiume Crati e quindi anche di una parte importante del territorio del Comune di Rende. E invece abbiamo assistito al silenzio imbarazzante – forse dovuto all’imbarazzo dell’ennesima inchiesta su Rende che riguarda problematiche di inquinamento ambientale? – del primo cittadino”.
Domenico Miceli, consigliere comunale pentastellato ritorna sull’operazione della Procura di Cosenza denominata “Cloaca Maxima” che ha portato nei giorni scorsi al sequestro del depuratore e all’esecuzione di sei misure cautelari nei confronti di dirigenti ed amministratori della Geko S.p.a., società che gestiva l’impianto. I liquami prodotti dal depuratore finivano nelle acque del fiume Crati senza essere trattati in modo conforme alla legge, causando una condizione di grave inquinamento, con conseguenti pericoli per la salute pubblica.
Miceli sposta l’attenzione dal piano giudiziario a quello politico, investendo direttamente il primo cittadino Marcello Manna e richiamandolo alle sue responsabilità. “È arrivato il momento – scrive il consigliere nella sua interrogazione – che la politica faccia la sua parte per superare l’empasse che ruota intorno al sistema della depurazione. Vogliamo sapere che fine ha fatto il finanziamento Cipe n° 60/2012 che serviva per l’ammodernamento della rete fognaria del Comune di Rende e per l’ampliamento del depuratore consortile. Cosa blocca questi lavori e quali strategie ha messo in campo l’amministrazione Manna per consegnare ai cittadini un ambiente sano e pulito. Ma soprattutto quale posizione intenda prendere l’amministrazione nei confronti della dirigenza del Consorzio Valle Crati, se non intenda sostituire immediatamente il rappresentante del Comune nel Cda e se intenda chiedere le immediate dimissioni dei vertici per sostituirli con tecnici qualificati”.




