CULTURA Teatro

L’altalena delle passioni umane. Applausi per il Cechov di Rossosimona

Lunghi applausi hanno salutato la messa in scena dello spettacolo “Čechov in…atti unici” il 9 e 10 ottobre al Piccolo Teatro dell’Unical, per la regia di Lindo Nudo. In scena gli attori Francesco Aiello e Francesco Rizzo e gli esordienti Chiara Vinci, Maria Canino e Salvo Caira, che hanno partecipato al corso annuale tenuto da Teatro Rossosimona, compagnia presente in Calabria dal 1998 che non ha mai smesso di produrre in ambito teatrale.
Lo spettacolo ha visto l’adattamento scenico degli atti unici “La domanda di matrimonio” e “L’orso” di Anton Čechov, due narrazioni di amori controversi. Nel primo, scandito dall’avidità dei personaggi troviamo Francesco Aiello nei panni di Ivan Vassilievic Lomov, un uomo promettente che soffre di una incontrollata ipocondria. In questo frammento narrativo, l’uomo chiede la mano di Natalia e dovrà fare i conti con la sua ostinazione nella contesa di un piccolo pezzo di terra. Le scene, scandite da complessi intrecci di battute in botta e risposta mettono in evidenza il carattere polemico dei due, terminando con la benedizione del padre della ragazza che annuncia ironicamente “così cominciano i matrimoni felici”. Questo scorcio di vita in un unico atto mette in evidenza le personalità borghesi dei personaggi che, attraverso discorsi puerili e gli equivoci da essi scaturiti, alternano momenti di lotta e di quiete, annunciando le dinamiche della futura vita matrimoniale.
In “L’orso”, invece, si raccontano le vicende di Elena Ivanovna Popova, una giovane vedova che decide di rinchiudersi in casa. A stravolgere la tranquillità della sua clausura è l’ex ufficiale di artiglieria Smirnov, che piomba in casa sua per chiedere il pagamento di un prestito fatto al defunto marito. Dopo un’accesa discussione, l’uomo la sfida a duello e, nel vedere che la donna non si tira indietro, se ne innamora. A differenza dell’atto precedente, qua è l’amore irruento a predominare, riproposto con due personalità forti che si scontrano. A stemperare i confronti violenti è il fedele maggiordomo Luka, che con la sua presenza comico-grottesca, rappresenta una figura profetica che spesso finisce per riassumere l’essenza stessa del teatro.
In entrambi i casi vengono mostrati gli strati più profondi dell’animo umano, portati a galla nell’intimità della propria casa. Avidità, ira, accanimento e passione, tutti sentimenti riassunti in gesti e parole, con picchi improvvisi che saltano da un estremo all’altro di queste personalità.
Le scene, costruite tra le scenografie prevalentemente fisse di Angelo Gallo (Teatro della Maruca) che rappresentavano l’interno delle case dei possidenti, sono state magistralmente intervallate da Jacopo Andrea Caruso con effetti di luce e musica per dividere i momenti di interazione dei personaggi dai monologhi e dai flash composti da ragionamenti e pensieri esterni ai dialoghi. I brani utilizzati, con variazioni dalla musica classica al rock, hanno dato origine a momenti di calma e scoppi psichedelici.
Nonostante la complessità dei testi, ogni membro della compagnia ha saputo dimostrare un grande talento nel destreggiarsi tra dialoghi e interazioni fisiche, rendendo la rappresentazione leggera e marcando i momenti di comicità tra la creazione di vari quadri psicologici in grado di trasmettere allo spettatore diversi spunti di riflessione. Applausi meritati, dunque, in attesa della prossima produzione.

Alessandra Loizzo

FaC

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