“Siamo in una fase nuova: superati i campanilismi, il sistema universitario calabrese dialoga al suo interno ed ha trovato un interlocutore ottimale nella Regione Calabria”. Le opinioni dei rettori delle università calabresi e del governatore Oliverio sono unanimi. Riuniti tutti attorno ad un tavolo stamattina all’Unical, hanno fatto pubblicamente il punto sull’Accordo di Programma per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema universitario e della ricerca in Calabria. L’intesa siglata a Catanzaro nell’agosto 2016 prevede una serie di azioni mirate a garantire il diritto allo studio, aumentare il numero dei laureati, elevare la qualità dell’offerta formativa e valorizzare la ricerca ed il suo impiego nelle aziende. L’investimento regionale è cospicuo, si tratta di 128 milioni di euro a valere sul Por Calabria 2014-2020, a cui si aggiungeranno i fondi provenienti dal Programma di azione e coesione e dal Patto per la Calabria. I risultati naturalmente saranno valutabili a programma chiuso, dunque non prima del 2023, ma alcune azioni sono già in itinere.

All’Unical ad esempio è già partito il progetto per l’efficientamento energetico attraverso lampadine a led. “Quest’aula – ricorda Crisci riferendosi all’University Club – è alimentata con il geotermico. Presto arriveremo a risparmiare 800 mila euro l’anno di corrente”. E a breve partirà un nuovo progetto per l’ammodernamento delle aule e dei laboratori, all’Unical e negli altri atenei calabresi, per un totale di 40 milioni di euro. Ad Arcavacata arriverà la fetta più cospicua, essendo l’ateneo con il maggior numero di iscritti: 24 milioni di euro, a fronte di 8 milioni per la Magna Grecia di Catanzaro, 7,5 per la Mediterranea di Reggio Calabria e 500mila euro per la Dante Alighieri. A ciascuno secondo i propri bisogni, e non a tutti allo stesso modo come avveniva in passato: “C’è rispetto per le specificità – ci tiene a sottolinearlo il presidente della Regione – perché si è stabilito finalmente un rapporto istituzionale fra università e politica, mentre prima erano i rapporti personali a prevalere”. Ed effettivamente l’Unical ha pagato per anni una vecchia impostazione “Catanzarocentrica”, che divideva i fondi in parti uguali non tenendo conto delle differenze per dimensioni e numero di iscritti. La giunta Oliverio sembra aver colto l’importanza del sistema universitario per la regione: “investire sull’università significa allargare le opportunità della conoscenza, la Calabria cresce se crescono le opportunità per i giovani”.

C’è ancora tanto da fare, il programma è solo all’inizio. Il prorettore delegato al Centro Residenziale Luigino Filice, illustra con l’ausilio delle slides obiettivi, azioni, cifre, diagrammi. Ad ascoltarlo ci sono docenti, giornalisti, e candidati alle prossime elezioni. Gli studenti arrivano man mano, fino a riempire tutta la sala: l’incontro organizzato dalla rappresentanza studentesca (Domenico Tulino e Michele Leonetti) con il Presidente si terrà a seguire. Spuntano i programmi e le schede elettorali del Partito Democratico. Filice ripeterà il suo intervento a beneficio degli studenti. “Il diritto allo studio in regione Calabria non è garantito” ricorda. Nonostante gli sforzi fatti, passando da 4 a 13 milioni di euro in quattro anni, le borse non bastano ancora a coprire il fabbisogno dei 9mila idonei su 45 mila iscritti dell’intero sistema universitario regionale. Il 100% di copertura degli idonei non sembra più così impossibile. Più ambiziosi appaiono altri obiettivi, come la ripresa delle immatricolazioni, in vertiginoso calo su tutto il territorio nazionale.
Daniela Ielasi




