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Ecomafia 2018, presentato all’Unical il rapporto di Legambiente

Legambiente ha scelto l’Unical, precisamente l’Aula Magna, per presentare il rapporto “Ecomafia 2018”. Nella giornata di ieri, alla presenza del presidente di Legambiente Calabria, Francesco Falcone, sono stati resi noti e analizzati i dati del 2017. I reati ambientali in Italia sono, purtroppo, sempre più numerosi: si parla, in media, di 84 illeciti ogni giorno.
Stando ai numeri mostrati dall’avvocato Maria Parretta (presidente CAeg Calabria), la Calabria è al quarto posto della classifica dei reati ambientali (con il 9,3% delle infrazioni accertate). Andando più nel dettaglio, si scopre che la provincia di Cosenza si posiziona al terzo posto nella classifica delle province. I numeri più preoccupanti si registrano alla voce “incendi”, dove la nostra regione si piazza al secondo posto e la provincia di Cosenza occupa il gradino più alto del podio. Quello dei rifiuti, poi, è diventato un vero e proprio business per la criminalità organizzata: vale, infatti, 14,1 miliardi di euro.
Le battaglie di Legambiente hanno consentito, dopo ventuno lunghissimi anni, di approvare una legge sugli eco-reati (la 68 del 2015) che inasprisce le pene e che ha già generato i suoi frutti. Solo nell’anno 2017, infatti, sono state presentate 1030 denunce che hanno portato a 656 arresti. A ritenere fondamentale la legge è il colonnello Giorgio Maria Borrelli (Comandante regionale dei Carabinieri forestali), che nel lungo intervento di ieri ha citato molte operazioni condotte dai suoi uomini e ha spiegato come: “Ci sono dei fenomeni nuovi che riguardano soprattutto la Calabria, la cosa che ci preoccupa di più sono i roghi di capannoni industriali, che spesso al loro interno contengono cumuli di rifiuti sversati in queste strutture anche illegalmente”.
Mario Caterini invece, docente Unical di Diritto penale, pur ritenendo la legge fondamentale, ha aggiunto che andrebbe migliorata, giudicandola lacunosa e troppo arbitraria, e con il rischio che le pene risultino diverse per lo stesso reato. D’accordo con lui il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza Mario Spagnuolo, che ha aggiunto: “Mi preoccupa molto la possibilità di un aumento del 20% nell’uso dei fanghi depurati, (chiaro riferimento al decreto Genova) ed è grave che se ne parli così poco, soprattutto considerando quello che emerge dalle inchieste della depurazione”.
Quello delle ecomafie, senza dubbio, è un problema assai rilevante in Italia e non riguarda solo i rifiuti. Spostando lo sguardo sul problema dell’abuso edilizio notiamo come il Sud primeggi anche in questo caso. Delle 4.977 denunce il 46,2% è concentrato in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. Il presidente della provincia di Cosenza Francesco Iacucci ha denunciato però come i sindaci non sempre abbiano i mezzi adatti per contrastare questi reati, specialmente nelle piccole realtà calabresi, dove sono minacciati dalla criminalità organizzata e non tutelati dallo Stato. “Anche le istituzioni locali devono fare passi in avanti verso la legalità”, ha risposto il responsabile di Aree Protette Legambiente Antonio Nicoletti, dichiarandosi preoccupato per i numerosi comuni sciolti per infiltrazioni mafiose nel calabrese. Nicoletti ha criticato aspramente anche il condono di Ischia proposto dal governo, di cui tanto si parla in questi giorni.
Nel corso dell’incontro, partecipato soprattutto da forze dell’ordine – molto meno da studenti e docenti, ndr – è stato conferito al brigadiere Salvatore Salerno, comandante dei Carabinieri Forestali di Cotronei, il premio “Ambiente e legalità”; premiati anche con Encomio Solenne il maresciallo Vincenzo Calonico, i vice brigadieri Valerio Cozza e Claudio Gallo, l’appuntato scelto Corrado Puntillo e il maresciallo ordinario Giancarlo Gentile. Infine ha ricevuto Encomio semplice l’appuntato scelto Emilia Calomino, premiata dal Rettore dell’Unical Gino Mirocle Crisci.

Luigi Mazziotti

FaC

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