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Libertà per lo studente egiziano arrestato, sit-in all’Unical

Patrick George Zaki è uno studente egiziano di 27 anni, iscritto all’Università di Bologna per frequentare un master in “Studi di genere”. Il 7 febbraio scorso, al suo rientro per un periodo di vacanza in famiglia, è stato arrestato all’aeroporto del Cairo, bendato, interrogato, picchiato e torturato, con l’accusa di “sovversione”, un reato che in Egitto può significare anche l’ergastolo.
La verità è che Patrick è ritenuto un “sovversivo” per i suoi studi sull’omosessualità: quella che in Europa è considerata libertà di studio, di ricerca, di espressione, di orientamento sessuale, in Egitto diventa un’offesa e una minaccia da annientare con la forza.
Questo è solo l’ultimo episodio che conferma la sistematica repressione da parte del regime di al-Sisi nei confronti dei giovani e di quanti osano coltivare, dentro o fuori i confini del Paese, un pensiero critico e libero.
La stessa repressione che ha portato alla tortura e all’omicidio di Giulio Regeni esattamente quattro anni fa. La stessa repressione che costringe alla fuga tantissimi egiziani: studenti, sindacalisti, giornalisti, medici, artisti, in Egitto rischiano continuamente il carcere, sommari processi di massa, censura, violenze di ogni genere e per questo decidono di abbandonare il Paese.
Patrick studia a Bologna, ma poteva studiare all’Università della Calabria, come tanti altri studenti internazionali che hanno scelto la Calabria per formarsi, per crescere, per rafforzarsi, magari con l’idea un giorno di tornare per cambiare le cose nel proprio Paese.

Sabato 22 febbraio il Tribunale deciderà se confermare l’arresto di Patrick. Per questo si stanno moltiplicando in tutta Italia e in Europa gli appelli e le manifestazioni di solidarietà. A partire dall’Università e dalla città di Bologna, fino al Parlamento europeo, il cui presidente Sassoli ha lanciato un appello per la liberazione di Patrick.
In vista dell’udienza, giovedì 20 si terrà un sit-in di solidarietà anche all’Unical alle ore 12, indetto da Amnesty International Calabria, Filorosso, Link, Arci Cosenza, Eos Arcigay: ci sarà musica e un microfono aperto a quanti vorranno portare un contributo. Si chiederà coralmente che l’Università della Calabria, nella persona del Rettore, si unisca all’appello degli atenei e degli enti locali per la liberazione di Patrick.

FaC

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