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Vinicio Capossela all’Unical per la giornata mondiale del libro

Luci soffuse, il personaggio in scena si trova seduto ad una scrivania e  apparentemente sembra usare i suoi polpastrelli per batterli sulla tastiera di un computer; in realtà quella piccola tastierina è lo strumento che gli permette di riconoscere le lettere e riuscire così a formare le parole, a leggere le parole, sebbene lui, quelle parole, non possa vederle.
Seduto a quella scrivania, sul palco del Teatro Auditorium, c’è Roberto, ragazzo non vedente che, leggendo dei passi tratti da “Moby Dick”, ha di fatto aperto la manifestazione #ioleggoperchè il 23 aprile scorso all’Università della Calabria, organizzata in occasione della giornata mondiale del libro.

Dopo la lettura di Roberto, un gran numero di ragazzi, provenienti dalle scuole e dalla stessa università, ha potuto assistere ad un’altra lezione di vita, quella di Vinicio Capossela. Il grande artista, nelle vesti di scrittore, ha infatti presentato il suo ultimo libro “Il paese dei coppoloni”, tra i finalisti del Premio Strega, un libro che sembra rappresentare una piccola parte del viaggio che è tutta la nostra vita e fa vivere un mondo epico, universale, ma al tempo stesso intimissimo. “Non è un libro per scarpe lucidate – lo ha introdotto così Alba Battista – è un libro che ti fa sporcare, ti fa scendere a valle e ti fa risalire lungo un mondo immaginario”.
Un libro, Il paese dei coppoloni, fatto di musica perché scritto da chi la musica la vive, la mastica ogni giorno; scritto in diciassette anni, racchiude mille emozioni e storie non solo dell’autore stesso, ma soprattutto dei personaggi di cui egli parla, personaggi che ha conosciuto realmente e che gli hanno aperto la casa e i ricordi. E tra un susseguirsi di battute di spirito e veri e propri insegnamenti, Vinicio Capossela è riuscito nell’intento della manifestazione: suscitare anche in chi ne sapeva ben poco di lui la voglia di conoscerlo meglio, magari acquistando un suo libro.
La manifestazione è proseguita nel pomeriggio sul ponte Bucci, con citazioni tratte da libri su post-it attaccati a degli enormi totem, lastre su cui scrivere #ioleggoperché…., zone dedicate alla lettura con scaffali pieni di libri e sgabelli su cui sedersi, zone di animazione con body-painting e due band rivali che si sono sfidate a colpi di tamburo. La manifestazione si è svolta con l’impegno e la partecipazione di tantissimi ragazzi volontari, che in qualità di “messaggeri” hanno distribuito i libri messi a disposizione e hanno monitorato per tutto il giorno le zone allestite.
Una giornata da sogno per chi ama la lettura, una giornata come le altre per i tanti che di fronte alla “macchina tecnologicamente più efficiente che l’uomo abbia mai inventato” hanno mostrato indifferenza e si sono allontanati impugnando il loro smartphone senza batter ciglio.
Giorgia Rocca e Mariateresa Ripolo

FaC

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