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Finmeccanica ovvero se la ricerca diventa militare

Finmeccanica viene costituita nel 1948 dall’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) per gestire le partecipazioni nell’industria meccanica e cantieristica. Nel giugno del 2000 la società viene privatizzata: il Ministero dell’Economia italiano conserva il 32,3% del capitale e la parte rimanente è sul mercato. Attualmente è il secondo più grande gruppo industriale italiano ed il primo per quanto riguarda l’alta tecnologia. Opera nei settori dell’aeronautica ed è leader in Europa nel settore dei velivoli civili e militari, dello spazio, dei sistemi di difesa, dei sistemi missilistici, dei trasporti e dell’energia.
Fra le società controllate da Finmeccanica S.p.A. c’è l’Alenia Aeronautica, organizzata in diverse aree di business: velivoli da combattimento, velivoli da trasporto militare, velivoli per missioni speciali. Alenia progetta e realizza direttamente o tramite collaborazioni internazionali velivoli da combattimento e da trasporto militare come l’Eurofighter Typhoon, l’AMX, il Tornado, il G.222, il C-27J, l’ATR 42MP . Partecipa inoltre alla progettazione e realizzazione di strutture per il nuovo aereo da combattimento statunitense F35 Lightning II (JSF). Ha conferito grande prestigio all’azienda la recente realizzazione del dimostratore tecnologico Sky-X, un velivolo in grado di volare con l’ausilio di un pilota collegato in remoto (quindi della famiglia degli UAV).
Un’altra controllata dal gruppo Finmeccanica è la Oto Melara, azienda italiana attiva nel campo della difesa con sedi a Brescia e alla Spezia. Fondata come Vickers Terni nel 1905 incominciò la produzione di armamenti con la prima guerra mondiale costruendo soprattutto armi da 40 mm e dal calibro maggiore. Nel 1929 fu rinominata OTO e, con questo nome, costruì durante la seconda guerra mondiale soprattutto cannoni navali dal grande calibro per navi da battaglia. Nel dopoguerra, precisamente nel 1953, assunse la sua forma definitiva prendendo la denominazione completa Oto Melara, dal nome del quartiere spezzino su cui sorge l’impianto. I due prodotti di maggior successo dell’azienda sono stati gli obici da montagna 105/14, in servizio in molti eserciti NATO, ed il cannone navale Otobreda 76/62, adottato su 53 classi Navali sparse per il mondo e montato su oltre 1000 navi. Oggi Oto Melara offre sul mercato carri armati, mezzi di trasporto truppe corazzati su ruote, sistemi missilistici terra-aria, cannoni, torrette armate […]

L’amministratore delegato di Finmeccanica Spa è Pier Francesco Guarguaglini, un uomo all’apparenza mite. Amministratore delegato di Oto Melara, responsabile del settore Difesa di Finmeccanica, presidente di Alenia Marconi Systems, amministratore delegato di Fincantieri, dal 2002 guida Finmeccanica con risultati lusinghieri. Nel 2005 vince la gara indetta dal governo degli USA per la realizzazione dell’elicottero del Presidente degli Stati Uniti d’America.
Guarguaglini è stato di recente ospite dell’Unical insieme al Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, per firmare un protocollo d’intesa con gli atenei di Cosenza e Reggio Calabria. Il Gruppo infatti investe ogni anno più di 1,7 miliardi di euro (ovvero il 15% del valore della produzione) in attività di “Ricerca e Sviluppo” e le due università del Sud, grazie all’interessamento del Ministro, spererebbero di guadagnarsi una fettina di finanziamenti per ricerche da svolgere nei propri dipartimenti e laboratori. Alla cerimonia presenziano, oltre ai due rettori Latorre e Giovannini, il prefetto Musolino, l’assessore Principe, il deputato Pignataro, l’imprenditore Callipo, i sindaci Filareto, Speranza e Perugini. Le ricerche dei due atenei nel campo dell’Ingegneria, presentate per l’occasione da Sergio Bova per l’Unical e da Carlo Morabito per la Mediterranea, sono eccellenti. Spaziano dalla robotica all’ICT, dal software – con attenzione al peer 2 peer – ai sistemi di controllo, dall’energia (solare, eolica, nucleare) – con un occhio all’ambiente – al trattamento dei rifiuti. Scienza al servizio dell’umanità, si direbbe, non contro di essa. Difficile immaginare che dai nostri laboratori possano uscire microcomponenti di macchine infernali, da impiegare nelle tante guerre – umanitarie o meno – distribuite sul globo terrestre. Niente paura, i protocolli d’intesa in genere hanno altri scopi, propagandistici più che esecutivi, il che si inquadra perfettamente nel clima elettorale di Arcavacata. Infatti come dirà lo stesso Guarguaglini, apprezzate le ricerche, “serve il confronto con l’industria”. Come dire: è inutile che vi spendete in tanta bellissima ed etica ricerca di base, perché l’industria finanzia la ricerca che serve, quella applicabile e trasferibile.

 

28/05/2007 – Daniela Ielasi
FaC

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