POLITICA Rende Zoom

Rende, il sindaco Manna: “Sul Parco Acquatico nessun errore”

Nessun errore da parte dell’attuale amministrazione: il sindaco di Rende Marcello Manna non accetta “lezioncine” sul Parco Acquatico. Nel discorso di ieri sera, a conclusione di un consiglio comunale durato quasi cinque ore, ha risposto nervosamente al documento presentato dalle opposizioni sul punto, citando l’autobiografia di Woody Allen “A proposito di niente”. Il nervosismo è comprensibile, questa storia gli è già costata una figuraccia sui media regionali e nazionali, le dimissioni di un assessore e il ritorno alla “casella del via”. E tutto per un’opera che sarà pure “il bene più prezioso del patrimonio comunale” (come riconosce l’assessore al bilancio Pierpaolo Iantorno), ma fosse stato per lui non si sarebbe mai dovuta realizzare. Tutti sanno che l’idea fu di Sandro Principe, ma il sindaco nel suo discorso racconta per la prima volta alla città un’altra storia: nel 2007/2008 a un tavolo con Principe, Gentile e Talarico, l’ideatore sarebbe stato proprio quest’ultimo, uno che all’epoca sedeva fra i banchi dell’opposizione. “Bugiardo!” gli grida il consigliere in platea, con il presidente dell’assise che minaccia di chiamare i vigili. Film a parte, il dibattito fra maggioranza e minoranza, si avvita tutto sul contrasto fra vecchio e nuovo, fra prima e dopo, fra noi e loro, non si riesce a fare un passo avanti. “Noi abbiamo completato il Parco – rivendica il sindaco – che rischiava di rimanere un’incompiuta. Loro si sono dimenticati il parcheggio nel progetto”. E in merito alla gestione parla di 40 contestazioni recapitate all’indirizzo dell’azienda concessionaria, già da un mese dopo l’apertura: “alla fine abbiamo revocato”. Insomma, nessuna autocritica, neanche verso gli ex dipendenti. “Ho fatto tutto quello che potevo e continuerò a farlo, nelle sedi opportune, in silenzio, e non con l’enfasi usata strumentalmente dall’opposizione”. 

Non c’è possibilità di replica alle parole del sindaco, almeno non nella sede deputata alla politica cittadina. La discussione del punto all’ordine del giorno si era aperta all’insegna del burocratese: il segretario comunale aveva giudicato il documento delle opposizioni “non votabile” per un paio di punti che avrebbero richiesto un parere tecnico preliminare. Cosa chiedevano? “Procedere alla predisposizione ed all’espletamento di una gara pubblica di tipo europeo; statuire, per poter partecipare alla gara, requisiti di affidabilità, capacità finanziaria, capacità organizzativa ed imprenditoriale adeguate per assicurare una qualificata ed efficiente gestione; non inserire nel bando di gara la clausola del cosiddetto “avvalimento”; chiedere al soggetto vincitore della gara idonea garanzia bancaria e/o assicurativa prestata da primario istituto di credito e/o compagnia di assicurazione; eseguire tutti i lavori necessari affinché l’infrastruttura assuma le sembianze del Parco; garantire il pagamento di tutti gli stipendi non liquidati ai dipendenti del vecchio gestore, utilizzando se necessario le risorse rinvenienti dalla fidejussione”. Ma questa amministrazione non accetta suggerimenti: dopo gli interventi dei consiglieri, l’avvocato ha fatto la sua arringa e tutti a casa. D’altronde il Comune ha già tracciato il futuro imminente del Parco Acquatico, prefigurando, in mancanza di un privato interessato, una gestione diretta della struttura, nell’attesa di predisporre la nuova gara europea.

Daniela Ielasi

FaC

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