Movimenti SOCIALE

Richiesta di sorveglianza speciale per due attivisti, il Dispes dell’Unical: “Misure abnormi”

Pubblichiamo di seguito la lettera aperta del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Unical, a difesa di due giovani attivisti cosentini nonché studenti dello stesso dipartimento, Jessica Cosenza e Simone Guglielmelli, per i quali nei giorni scorsi la Questura di Cosenza ha richiesto la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.

Il 13 dicembre la Questura di Cosenza ha convocato Jessica Cosenza e Simone Guglielmelli per notificare loro la proposta delle misure di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, volte, tra le altre cose, a «contenere il loro carattere eversivo e ribelle», prevenire la reiterazione di azioni “eclatanti”, qualificando a più riprese Jessica e Simone come soggetti che, sin da giovanissimi, avrebbero intrapreso condotte delinquenziali. Le misure proposte ci appaiono abnormi e pesantissime, attese, da un lato, la loro idoneità a limitare fortemente i diritti di libertà più elementari e, dall’altro, per l’obiettivo esplicito ad esse sotteso di colpire alla radice l’indole e le aspirazioni di due nostri giovani studenti.
Indirettamente, tali misure potrebbero negativamente incidere sulle scelte di molte altre persone che con Simone e Jessica condividono l’impegno politico e sociale. La gravità delle misure, poi, è ancora più preoccupante se osservata in concomitanza con un provvedimento analogo nei confronti di Francesco Azzinnaro e con le pesanti multe comminate pochi giorni prima in occasione dell’organizzazione di una passeggiata, avvenuta a fine luglio, nei luoghi dei crolli per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di degrado di Cosenza Vecchia.
Molte e molti di noi conoscono Simone e Jessica: chi ne ricorda la partecipazione attenta e attiva a lezione, chi ne ha seguito il lavoro di tesi, chi ha apprezzato il loro contributo decisivo in iniziative istituzionali del Dipartimento – da ultimo la Summer School “Abitare l’inabitabile” a Cosenza Vecchia, o ancora l’impegno volto a prevenire la violenza di genere e il superamento di stereotipi e pregiudizi. Due persone da cui, come nelle migliori esperienze di “comunità discente”, abbiamo tratto spunti per imparare che andavano ben oltre quanto abbiamo loro insegnato. Chi ha conosciuto Simone e Jessica fuori dalle mura del campus ha apprezzato la loro azione concreta, intelligente e creativa in difesa delle persone più vulnerabili della nostra comunità cittadina.
Come docenti, ricercatori e ricercatrici, e personale del DISPeS esprimiamo grande preoccupazione e piena solidarietà a Jessica e a Simone nonché alle loro famiglie e alle loro comunità di riferimento. Sia chiaro, facciamo ciò nella piena consapevolezza della gravità della situazione venutasi a creare in seguito alla risposta istituzionale che resta tale indipendentemente dalle persone coinvolte e dalle loro indubbie qualità. In effetti, ci preoccupa la tenuta e l’agibilità democratica di un territorio fragile in cui l’attenzione delle istituzioni sia orientata più alla “tranquillità pubblica” e ad una, oggigiorno, troppo ristretta concezione dell’ordine e della sicurezza pubblica, minacciate da azioni solidali, che non ai crimini più o meno organizzati che, di certo, non rendono fruibili i diritti civili, politici e sociali. Compito di un Dipartimento di scienze politiche e sociali è anche quello di non rimanere silente a fronte della rigidità formale e agli automatismi dell’ordinamento giuridico e di misure – come quelle di sorveglianza speciale – sulla cui conformità alla Costituzione repubblicana si discute ormai da decenni. Parimenti, compito della comunità di ricercatori e ricercatrici del DISPeS è trasmettere, alle nuove generazioni, la forza trasformatrice dei principi costituzionali, primo tra tutti quello democratico che si invera soprattutto attraverso la partecipazione politica e l’assolvimento degli inderogabili doveri di solidarietà.
Ci preoccupa, altresì, il veder minacciata quella che istituzioni internazionali e nazionali ci chiedono di esercitare come “terza missione”: l’impegno nel territorio e per il territorio, nelle comunità, per co-produrre, condividere, trasferire e ricevere conoscenze. Jessica e Simone sono parte proprio di un tessuto di co-produzione del sapere critico essenziale per la qualità della democrazia e che stiamo costruendo con fatica e passione e non solo perché ci viene richiesto. Intravediamo il pericolo di una brusca chiusura delle comunità e dei territori con cui ci si chiede e desideriamo lavorare. E temiamo che le azioni intraprese nei riguardi di Jessica e Simone, due nostri studenti che vogliamo e dobbiamo tutelare per ciò che di buono hanno fatto, possano essere un nefasto monito per altri e altre che desiderano “partecipare per immaginare il futuro e cambiare il presente”.

Ercole Giap Parini
Giulio Citroni
Mariafrancesca D’Agostino
Donatella Loprieno
Francesco Raniolo
Olimpia Affuso
Guido Bartolucci
Vittorio Beonio Brocchieri
Vincenzo Antonino Bova
Antonino Campennì
Francesco Campolongo
Gilda Catalano
Maurizio Cerruto
Domenico Cersosimo
Emanuela Chiodo
Felice Cimatti
Antonella Coco
Giuliana Commisso
Maria Laura Corradi
Maria Laura Corradi
Alessandra Corrado
Mario Coscarello
Antonio Costabile
Mirella De Franco
Roberto De Gaetano
Elisabetta Della Corte
Claudio Di Maio
Gianfranco Donadio
Anna Elia
Francesca Falcone
Marco Fama
Pietro Fantozzi
Nicola Fiorita
Sonia Floriani
Vincenzo Fortunato
Silvio Gambino
Franca Garreffa
Giampaolo Gerbasi
Vincenzo Giacco
Giorgio Giraudi
Teresa Grande
Walter Greco
Paolo Jedlowski
Fulvio Librandi
Sabina Licursi
Angela Maiello
Giorgio Marcello
Greta Massa Gallerano
Sara Mazzei
Samuele Mazzolini
Lucia Montesanti
Elena Musolino
Tiziana Noce
Francesco Saverio Oliverio
Ernesta Panza
Alessandra Luisa Parisi
Emanuela Pascuzzi
Giovanni Passarelli
Giuseppina Pellegrino
Michela Ponzo
Bruno Roberti
Marco Rovinello
Antonella Salomoni
Antonio Samà
Silvia Sivini
Valeria Tarditi
Gessica Vella
Giovanna Vingelli
Annamaria Vitale

FaC

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