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Il saluto a Paola Scialis, artista geniale che amava i luoghi e le persone

Un lungo, interminabile applauso ha accompagnato l’ultima uscita di scena di Paola Scialis, nel caldo pomeriggio di ieri a Belmonte Calabro. Il piccolo paesino si è stretto per intero in un abbraccio commosso attorno ai familiari, radunandosi nella piccola chiesetta cinquecentesca di S. Maria Assunta. Insieme a loro la grande famiglia del teatro calabrese, dell’associazionismo, dell’arte e della cultura, di cui Paola è stata sempre parte attivissima. Laureata al Dams dell’Unical, aveva intrapreso un percorso molto personale, coniugando ricerca e sperimentazione, facendone una missione di vita oltre che un mestiere.
La notizia della sua morte domenica mattina, nel tragico incidente stradale avvenuto sulla provinciale Lago-Amantea, ha sconvolto tutti per la dinamica assurda quanto fatale. Paola viaggiava a bordo di una Panda, sul lato passeggero, con il suo compagno Stefano, rimasto per fortuna illeso, quando un centauro proveniente dalla direzione opposta avrebbe perso il controllo della motocicletta arrivandole addosso come un proiettile ed uccidendola sul colpo. L’incredulità è ancora dipinta sui volti, fra le lacrime, di quanti ieri sono accorsi a rendere omaggio a questa artista eclettica ed unica nel panorama calabrese. Paola si donava anima e corpo al teatro, ne indagava l’essenza, mescolava i linguaggi impastando gnocchi e arte, ma soprattutto tesseva relazioni, con impegno, perseveranza, testardaggine calabra. E con tanta leggerezza, ironia, irriverenza, sana follia, geniale creatività e una vitalità straripante e contagiosa. “Fu la prima ad accogliermi quando arrivai in parrocchia”, ricorda il prete durante l’omelia. Perché Paola era così, il genius loci, il senso di comunità, lei lo incarnava e lo trasmetteva in ogni suo progetto.
Aveva dato vita a un’idea straordinaria nell’ex convento dei Cappuccini, un posto di rara bellezza affacciato sul mare. Casa vacanze con orto annesso e residenza artistica per musicisti (come Brunori s.a.s.) e teatranti, l’ex Convento ha ospitato laboratori e spettacoli ogni primavera/estate, rassegne “intermittenti” di cibo e teatro sotto lo slogan “Con il teatro non si mangia”, raduni di yoga, la rassegna “Border, rifugi d’aria” in autunno, nonché la Piccola Compagnia Palazzo Tavoli formata insieme a Stefano Cuzzocrea. La passione per le marionette e per il teatro di figura la avvicinava ai bambini, verso cui ha avuto – madre giovanissima – un’attenzione speciale per tutta la sua carriera.
L’ultima rappresentazione della compagnia, “Nasi fini. Viaggio sentimentale di un pacco”, l’aveva vista, il giorno prima dell’incidente, a Cosenza, fra i bambini del quartiere di Santa Lucia, nel centro storico. Sul suo profilo fb aveva commentato “Succedono cose fantastiche”. Perché fantastica era lei, ma tanto umile e modesta da non averne consapevolezza.

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