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Scienze Politiche inaugura l’anno accademico con una lezione sull’Europa

Vincenzo Le Voci è nato e cresciuto a Trebisacce. Vive a Bruxelles dal 1992, dove lavora come funzionario del Consiglio d’Europa e dal 2011 è segretario generale del Club di Venezia, organismo che riunisce i responsabili della comunicazione istituzionale degli Stati dell’UE (membri e candidati) e delle istituzioni europee (Commissione, Parlamento e Consiglio). Ieri mattina nell’Aula Caldora dell’Unical, ha tenuto una lectio magistralis agli studenti di Scienze Politiche e Sociali, inaugurando il nuovo anno accademico del Dipartimento diretto da Francesco Raniolo. “L’incidenza dell’istruzione sulla trasparenza e sulla lotta alla disinformazione”, questo il titolo della lezione. A fare gli onori di casa, insieme al direttore, c’erano i docenti Massimo Fragola e Guerino D’Ignazio. “Siamo europeisti ancora più convinti e determinati – ha affermato D’Ignazio prima di cedere la parola all’ospite – proprio mentre l’Europa vive un’innegabile fase di crisi”. 


Il funzionario parte dal racconto in prima persona, la storia di un ragazzo del Sud che lascia la sua terra, prima per studiare poi per lavorare, e finalmente trova la sua strada, affermandosi in un contesto internazionale e ricevendo incarichi di responsabilità. Un percorso che è esso stesso simbolo dell’importanza dell’istruzione per la competitività e l’inclusione, eppure “l’Italia spende la metà in istruzione rispetto ad altri Paesi europei definiti virtuosi, come Danimarca e Irlanda, e la percentuale dei laureati continua ad essere fra le più basse”.
Questo avviene mentre l’Europa aumenta gli investimenti sull’istruzione dei giovani. Il Programma Erasmus, che ha compiuto da poco 30 anni, si è ampliato moltissimo con il cosiddetto Erasmus+, che ha travalicato i confini classici degli scambi fra università, coinvolgendo altri enti e associazioni nei progetti. “Ogni sforzo va nella direzione di formare e arricchire il bagaglio culturale dei nostri giovani, affinché sviluppino una coscienza critica ed abbiano quindi autonomia di pensiero e di scelta”, commenta Le Voci. E cita Gramsci: “Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”. Il riferimento è all’irruzione delle nuove destre populiste e ai movimenti razzisti e xenofobi che emergono con esse. L’unico modo per difendere i valori della nostra democrazia europea, fondata sulla pace, sulla solidarietà e sull’inclusione, è istruire e informare. “Gli operatori della comunicazione possono fare veramente la differenza”, secondo il funzionario europeo. Nell’era della disinformazione sistematica, in cui le fake news tutto sono tranne che errori puramente casuali, i comunicatori sono chiamati a lottare per riaffermare la verità. I dati incoraggianti non mancano. “Stando all’ultimo rapporto Censis, aumentano i cittadini che considerano i social poco affidabili, mentre recuperano, anche se di pochissimo, la radio, la tv e la carta stampata”. Si naviga a vista nel mare aperto di Internet, ma l’affidabilità di alcuni porti sicuri resiste ancora, per chi è capace di riconoscerla. 
A fine lezione al dottor Le Voci è stato consegnato il Premio Europa 2018, assegnato in collaborazione con il Comune di Ventotene.

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