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Tour dei teatri (chiusi) dell’area urbana, Orrico: “E’ stato un gioco”

Dal 15 giugno riaprono i teatri. Ma dal 15 giugno riaprono i teatri? Certo è che non fervono ancora i preparativi per l’annunciata riapertura degli spazi culturali dopo il lockdown imposto dalla pandemia, quanto meno non nell’area urbana. A farcelo notare con un espediente teatrale è stato l’artista/attivista Ernesto Orrico con la sua rubrica “7 teatri in 7 giorni”, fotogallery in maschera pubblicata su facebook, sette scatti realizzati davanti i cancelli chiusi e le saracinesche abbassate di Cosenza, (Rendano, Morelli, Italia, Acquario e Franz) e di Rende, o meglio, Università della Calabria (TAU e PTU). 

“Per me è stato un gioco ma anche un modo per reagire: sono un attore, ho indossato la maschera e sono andato dove vanno gli attori, a teatro”, ci spiega Orrico. Un gioco che è anche una provocazione, in vista di una ripartenza avvolta nella totale incertezza. “Il 15 giugno di solito i teatri chiudono – scherza Orrico – chiudono le stagioni ma lavorano alla programmazione, almeno i teatri che funzionano”. Il problema vero è che il virus ha dato il colpo di grazia a un settore già in crisi, non perchè mancassero le strutture, ma perchè queste strutture semplicemente non funzionavano già da prima.

Il riferimento è ai teatri comunali, Rendano e Morelli, privi di direzione e programmazione (al netto di qualche rassegna), mentre il cineteatro Italia era stato chiuso addirittura prima del lockdown, per problemi strutturali. I teatri privati invece, come lo storico Acquario, si trovano a dover affrontare lo scoglio della sanificazione e della riduzione dei posti a sedere, anche in prospettiva autunnale, qualora le disposizioni per la riapertura rimanessero invariate. Riduci riduci, al Franz rischia di non restare neanche una sedia. Così diventa una lotta per la sopravvivenza, anche perchè in Calabria i fondi a sostegno del teatro anzichè aumentare sono persino diminuiti nell’ultimo anno.

Non resta che sperare nel teatro all’aperto, finchè la bella stagione lo consente. Teatro in piazza, teatro in strada, negli anfiteatri, nei cortili. Teatro nelle chiese, già aperte e sanificate. Ma senza soldi, ricordiamocelo, non si cantano messe. 

Die 

FaC

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