POLITICA Rende Zoom

Un anno di Manna bis, allarme delle opposizioni sul “declino di Rende”

I consiglieri di minoranza non salvano niente del primo anno della giunta Manna bis, il sesto dall’insediamento del sindaco. “Declino” e “fallimento” sono le parole più usate da Sandro Principe e Mimmo Talarico durante la conferenza stampa di stamattina, a cui hanno partecipato anche Pulicani, Ferrante e Beltrano. Dalla “vergogna nazionale” del Parco Acquatico alla “colata di cemento” del nuovo Piano urbanistico, dalla “privatizzazione” dei beni pubblici e comuni alla distribuzione allegra di incarichi e consulenze, dai fondi europei persi per la Metro leggera e l’Agenda urbana alle casse comunali mai risanate nonostante i proclami, dalla disastrosa gestione dei rifiuti (nella doppia veste di sindaco e presidente ATO) alla politica culturale a costo zero: su questi punti l’opposizione ha lavorato per dodici mesi, informando i cittadini, presentando interrogazioni, chiedendo l’accesso agli atti. “Un’impresa difficile e per nulla scontata” che promettono di portare avanti appellandosi “ai cittadini di buon senso, alle associazioni, ai consiglieri comunali” per “fermare il declino”.

Sul Parco Acquatico si è detto e scritto tanto, solo chi non vuole non sa. E’ notizia di ieri che il Comune di Rende ha notificato all’amministratore della società il provvedimento di risoluzione anticipata del contratto ed ha provveduto ad effettuare l’immissione in possesso della struttura. Il sindaco starebbe pensando ad una gestione transitoria diretta per l’estate, per poi procedere a un nuovo bando di gara a settembre, ma l’idea non piace all’opposizione. Il 21 luglio c’è il consiglio straordinario sul tema concesso fuori tempo massimo: i dubbi sulle responsabilità e sui mancati controlli da parte del Comune, oltre che sul futuro della struttura, saranno finalmente oggetto di discussione pubblica.

Ma il Parco è solo la punta dell’iceberg. Di variante in variante, si prevede l’edificazione di oltre mille appartamenti al posto del verde lungo viale Parco, mentre a Sant’Agostino 40mila metri cubi saranno occupati da una clinica privata. “Privatizzazione, gestione privatistica, uso privato dei beni pubblici e comuni”: questo è il vizio principale dell’amministrazione Manna secondo l’opposizione. Privatizzato e chiuso per un anno lo Stadio Lorenzon (e il Rende Calcio è sceso nei dilettanti); privatizzato e ricoperto di erbacce il campo dell’Azzurra; privatizzati i campetti da Tennis, privatizzato il cimitero comunale. Privatistica la gestione del Sasus (Servizio associato per lo sviluppo urbano sostenibile), su cui “gravano gli stipendi della segretaria del Sindaco, del Presidente del Consiglio e di altri beneficiari selezionati senza concorso”; privatistica la gestione dell’ATO rifiuti, con il sindaco dimissionario che propone di riaprire le discariche private per l’incapacità di trovare un sito pubblico all’ecodistretto.

A fronte della “più strisciante opera di privatizzazione compiuta in città e in Calabria” (Talarico), questa amministrazione pretende di passare alla storia per “democrazia e partecipazione”. Il riferimento esplicito è alla Consulta dei Beni Comuni, i cui membri “sono diretti fiduciari dell’amministrazione comunale, nominati dal sindaco”. “A costoro si fanno gestire le briciole, mentre 200 milioni di euro di patrimonio pubblico vengono amministrati diversamente” (Principe). E’ andata peggio per l’Agenda Urbana: una piccola parte dei 15 milioni di euro erano destinati al centro storico di Rende e un lungo e difficile processo di partecipazione era servito a individuare “dal basso” idee e progetti per il borgo. Un anno fa la nascente “cooperativa di comunità” era praticamente pronta per partecipare ai bandi, ma i bandi non uscirono mai. E adesso si rischia di perdere il finanziamento. “Proporremo un emendamento al bilancio per salvare questi fondi destinandoli all’economia e alla coesione sociale, operazione possibile secondo le dichiarazioni della presidente della Commissione europea” (Principe).

Sulla metro invece c’è poco da fare: “perdiamo 160 milioni di euro e i responsabili sono tre: Oliverio, Occhiuto e Manna. Buttano fumo negli occhi con la circolare veloce Cosenza-Rende-Unical e poi l’unica opera in grado di realizzare l’area urbana la dilapidano così” (ancora Principe). Sulla chiusura totale dell’Unical si registra inoltre un “silenzio assordante: non una parola, non un’iniziativa da parte del sindaco su una questione così centrale nella vita e nell’economia della città” (dinuovo Talarico). In merito alla città unica, infine, l’opposizione aspetta di vedere progetti e programmi, pretendendo trasparenza sulla situazione finanziaria dei due comuni: “fatta così è una dichiarazione anticipata – neanche a dirlo, ndr – di fallimento”.  

Daniela Ielasi

FaC

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