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Condanna unanime del pestaggio. Il sindaco di Rende invita Gerardo in municipio

L’aggressione a Gerardo Duarte, studente dell’Unical vittima di un pestaggio avvenuto lo scorso primo dicembre, ha suscitato sdegno e prese di posizione, e non solo all’interno dell’Università. Numerosi i comunicati attraverso i quali il mondo della politica e dei sindacati ha manifestato vicinanza al giovane paraguayano e denuncia per l’accaduto. 
Il sindaco di Rende Marcello Manna ha espresso profonda preoccupazione nei confronti dell’incolumità dei cittadini, degli studenti e dello “spirito coesivo”, così definito dal primo cittadino, che da sempre è caratteristica intrinseca della città. Anche Marina Pasqua, assessora alle pari opportunità, ha espresso a riguardo grave sdegno: “Rende deve continuare ad essere terra tollerante – ha dichiarato Pasqua – in cui i popoli che la compongono possano vivere nel pieno rispetto dei diritti”. Lo stesso Comune ha inoltre invitato il giovane a presenziare in municipio, non appena starà meglio, per una visita che risponde all’odio “con l’inclusione e la democrazia partecipativa”.
Dura la reazione dei sindacati, che considerano il tema della sicurezza “troppo serio per continuare ad essere sottovalutato”. La UIL-RUA e la FLC CGIL dell’Università della Calabria hanno infatti espresso ferma condanna nei confronti di quest’azione riprovevole. «Senza una convinta inversione di rotta – spiegano in un comunicato – l’ateneo continuerà ad essere bersaglio di azioni criminose”. Anche il consigliere regionale e capogruppo di Democratici e Progressisti Giuseppe Giudiceandrea si dice allarmato e sottolinea la pericolosità del periodo di tensione e nervosismo che sta affrontando il nostro Paese. In una nota stampa afferma che “L’unica disobbedienza che possiamo accettare è quella civile respingendo questo clima di odio dilagante”. Un clima d’odio “alimentato dalla parte politica che oggi ci governa e vive una campagna elettorale continua improntata sulla caccia allo straniero”.
All’interno dell’Università prosegue intanto la catena di solidarietà a messa impiedi dagli studenti: amici e colleghi non lo lasciano mai solo, assistendolo nell’alimentazione come nelle cure e nelle visite mediche, facendo colletta, mettendo a disposizione l’automobile, il telefono o quanto necessario.  L’università dal canto suo ha seguito la vicenda sin dall’inizio, attraverso l’Ufficio Relazioni Internazionali, indirizzando e consigliando i ragazzi. Alcuni hanno sentito di portare personalmente la propria solidarietà allo studente, come il direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali Francesco Raniolo.

k.b.

FaC

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