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Gli studenti bocciano la didattica a distanza e manifestano in tutta Italia

“La didattica a distanza è stata un disastro, ammettere le bocciature significa far pagare a noi le carenze della scuola italiana”. Gli studenti delle scuole italiane hanno manifestato stamattina in tutta Italia nel rispetto del distanziamento, da Roma a Torino, da Milano a Cosenza. Nella città dei Bruzi, striscione rosso e cartelli in mano, i ragazzi si sono dati appuntamento in piazza XI settembre al grido di “Basta classi pollaio: rientro a settembre in sicurezza”, “Rimborso immediato di gite e trasporti”, ma soprattutto “Bocciamo il ministro non gli studenti”. La manifestazione è stata organizzata dal Fronte della Gioventù Comunista.

Bocciano la DAD, la didattica a distanza, che ha tagliato fuori un ragazzo su tre: un terzo delle famiglie calabresi infatti non ha accesso ad Internet. “La realtà è che le videolezioni non hanno garantito il diritto allo studio per tutti gli studenti – sostengono i ragazzi – in primis quelli delle classi popolari. Una fascia molto ampia degli studenti non possiede una connessione abbastanza forte per seguire le lezioni, i tablet ed i computer in comodato d’uso sono stati insufficienti per coprire le esigenze di tutti gli studenti in difficoltà in questo momento. Inoltre nella nostra regione i fondi stanziati saranno disponibili soltanto da Settembre”. 

Inoltre, con la fine di questo anomalo anno scolastico si avvicina il momento fatidico degli esami di maturità, sul cui svolgimento ancora c’è poca chiarezza. “Chiediamo che nessuno venga bocciato, che vengano preparati dei programmi nazionali per garantire la medesima formazione a tutti”. E in prospettiva, per l’anno prossimo, nessuna didattica mista: i ragazzi chiedono di tornare tutti in classe, ma in sicurezza. “C’è il rischio concreto di ritrovarsi in classi-pollaio senza il minimo rispetto per le norme di distanziamento sociale o che si persista nel precariato dei docenti, non essendoci chiarezza sullo svolgimento del concorso”. 

r.f.c.

FaC

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