MONDO

“Fatti nel mondo”: dalle elezioni in Perù fino al G7

Questa settimana “Fatti nel mondo”* vi porta in Perù, in Algeria, in Iran e tra i vertici internazionali del G7 per aggiornarvi sulle tensioni, le proposte e le elezioni che si sono svolte in questa settimana in questi Paesi.

Iran

È stata una settimana di tensioni e dibattito tra lo stato iraniano e quello israeliano. Nel corso di un’intervista sul canale televisivo israeliano 12, il capo del Mossad uscente Cohen ha indirettamente confessato che dietro gli ultimi attacchi alla centrale nucleare di Natanz nell’Iran centrale e l’assassinio dell’eminente scienziato nucleare Mohsen Fajrizade c’era Israele. Cohen non ha rivendicato direttamente gli attacchi, ma ha portato elementi sul ruolo svolto dal regime di occupazione israeliano negli attacchi. D’altra parte, sull’assassinio di novembre di Mohsen Fajrizade, uno degli scienziati più importanti e di alto livello nel campo nucleare e difensivo dell’Iran, l’intervistatrice nel descrivere la dinamica ha parlato di una mitragliatrice telecomandata attaccata a un camioncino che ha ucciso Fajrizade e poi si è autodistrutta. A questo proposito, l’ex funzionario israeliano ha affermato che questi tipi di attacchi sono un monito per altri scienziati in questo campo a smettere di partecipare al programma nucleare pacifico della Repubblica islamica. L’Iran, fin dall’inizio, ha accusato il regime di Tel Aviv di essere responsabile del già citato sabotaggio di Natanz e dell’omicidio dello scienziato persiano. La risposta per i rivali internazionali non è tardata, infatti proprio nelle scorse ore l’Iran ha comunicato di aver superato la soglia del 63% di arricchimento di uranio, lanciando un chiaro segnale per gli Stati uniti.

Algeria

Ancora sono attesi i risultati delle elezioni svoltesi due giorni fa, il 12 giugno, in Algeria. Il paese è stato chiamato alle urne per elezioni legislative anticipate concepite per legittimare il sistema di potere orfano del defunto presidente Abdelaziz Bouteflika ma boicottate dal movimento di protesta “Hirak” che nell’aprile 2019 spinse alle dimissioni – con la decisiva spallata dei militari – il ventennale e malato autocrate. Per eleggere per cinque anni i 407 deputati dell’Assemblea nazionale del popolo, la Camera bassa del Parlamento, sono chiamati circa 24 milioni di algerini hanno scelto chi votare tra le oltre 1.500 liste che presentavano più di 13 mila canditati. Il Movimento della società per la pace (Msp), il principale partito islamista, ha rivendicato la vittoria nelle elezioni legislative anticipate del 12 giugno. La commissione elettorale non ha ancora pubblicato i risultati, ma il tasso di partecipazione è stato di appena il 30 per cento a causa del boicottaggio deciso dal movimento di contestazione Hirak e da una parte dell’opposizione.

 G7

L’annuncio di un coordinamento internazionale sulla tassazione alle imprese, fatto in vista del G7 in Cornovaglia, è stato definito storico. La proposta, frutto di un compromesso pre-summit, ha due pilastri. Primo: una tassa minima cumulativa (“country by country“, nel gergo ufficiale) del 15% sui profitti per tutte le multinazionali. L’aggettivo è cruciale: implica che i governi nazionali applichino un’aliquota aggiuntiva se quanto pagato da una multinazionale in altri paesi non raggiunge il minimo richiesto. Ciò depotenzierebbe i paradisi fiscali, rendendoli di fatto inutili. Secondo: una sovrattassa per le imprese più grandi con margini di profitto superiori al 10%, per obbligarle a pagare le tasse in tutti i paesi dove operano e non solo in quello dove hanno sede legale. Qui i ricavi eccedenti il 10% sarebbero ricollocati nei paesi dove le imprese operano e tassati almeno del 20%.

Nello stesso G7, inoltre, le mosse dell’amministrazione  del presidente Biden attestano l’intenzione di proseguire il contenimento marittimo-militare e tecnologico della Cina lanciato dal predecessore repubblicano Trump. Durante il vertice sono state denunciate le violazioni dei diritti umani nello Xinjiang e a Hong Kong, e ld è stato fatto riferimento alla necessaria “stabilità nello stretto di Taiwan”. È stata annunciata la creazione di un programma rivale delle nuove vie della seta cinesi, ed è stata ribadita la richiesta di una nuova inchiesta in Cina sull’origine del virus sars-cov-2. Il G7 era in passato un’associazione informale dedicata al coordinamento tra le principali economie mondiali. Ora, invece, si sta trasformando nel direttorio mondiale di un blocco democratico, senza legittimità particolare a parte la potenza e la ricchezza degli stati che lo compongono.

Perù

Dopo il voto del ballottaggio per le elezioni presidenziali, a spoglio concluso, in Perù non si sa ancora chi sarà il nuovo o la nuova presidente: l’attivista di sinistra Pedro Castillo ha vinto le elezioni con un margine molto ridotto, ottenendo circa 60mila voti in più della rivale Keiko Fujimori, populista di destra, ma non è ancora stato proclamato presidente perché quest’ultima ha contestato i risultati sostenendo che ci siano state «frodi elettorali sistematiche». Nonostante diversi osservatori internazionali abbiano smentito le presunte irregolarità denunciate da Fujimori, le dispute legali potrebbero andare avanti anche per due settimane e ribaltare i risultati delle elezioni. Soprattutto, potrebbero far aumentare ulteriormente le tensioni nel paese, che è sempre più diviso a causa delle disuguaglianze economiche tra la popolazione, della corruzione molto diffusa tra i politici e i funzionari pubblici, e degli effetti della pandemia da coronavirus.

*Fatti nel mondo è la rassegna internazionale di Radio No Borders, curata da Martina Talarico e Marco Campanella

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