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Reflex, concluso l’ultimo scambio europeo dell’Associazione Entropia

REFLEX è l’ultimo scambio europeo realizzato nell’ambito dei progetti Erasmus+ youth exchange, dall’associazione culturale Entropia, grazie al quale 25 giovani provenienti da Italia, Spagna, Romania, Lituania e Grecia si sono incontrati per approfondire e discutere i problemi sociali d’Europa attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica e con l’obiettivo di dimostrare che sbaglia chi pensa alla loro generazione come apatica e disinteressata.
Il progetto prende ispirazione dalla fotografia della fotoreporter Nilufer Demir, simbolo della crisi umanitaria legata all’immigrazione: sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, il corpo senza vita di Aylan, tre anni. Un’immagine che è rimbalzata sulle prime pagine di tante testate in Europa e nel mondo. La fotografia diventa un valido strumento per raccontare e per raccontarsi, per comunicare con le immagini anche quello che le immagini non raccontano, come i sentimenti, le emozioni, le storie che stanno dietro ai soggetti.
 Dall’1 all’8 ottobre si sono svolte attività, laboratori e workshop, presso la sede dell’associazione Entropia, nel cuore del Campus dell’Università della Calabria: numerosi momenti di riflessione e condivisione si sono alternati a laboratori interattivi grazie ai quali i partecipanti si sono misurati con le loro capacità di comprensione e ascolto e con la metodologia del learning by doing.
Alcuni laboratori, tenuti da professionisti del settore, sebbene sempre in contesto non formale di apprendimento, hanno permesso, oltre che la maturazione di competenze trasversali anche utili occasioni di confronto tra i diversi punti di vista dei partecipanti, e tra i differenti approcci ai temi trattati sollevando a volte profonde e delicate questioni sull’etica del fotografo e del fotoreporter.
Uno youth exchange è però questo e molto di più. Una settimana full immersion per conoscere nuovi amici, per scoprire e scoprirsi, per allontanarsi dalla propria comfort zone anche quando si lavora in casa. In un ambiente dinamico come il campus, la socialità e l’aggregazione hanno generato dei processi di disseminazione già durante il progetto, sono molti infatti gli studenti e non solo che si sono “avvicinati” incuriositi dall’atmosfera e dal coinvolgimento dei partecipanti.
Ma comprendere cosa significhi realmente l’esperienza di uno “youth exchange” non è semplice dall’esterno. Allo stesso tempo anche dall’interno è a volte difficile capire in che modo l’esperienza può tradursi in competenza, così sono importanti anche i momenti di condivisione e riflessione che alla fine delle attività stimolano i partecipanti alla rielaborazione dei contenuti.
Riportiamo le parole della group leader del team italiano, come testimonianza del senso e dello spirito che ispira ciascun progetto. “Come membro e group leader del team italiano – ha raccontato Jole – ho passato una settimana di full immersion presso il DAM, prendendo parte ad attività e workshop stimolanti e costruttivi tanto quanto l’ambiente stesso, predisposto e attento all’integrazione sociale. Mettere in atto le proprie conoscenze e i propri pensieri nella lingua comune per tutti (inglese) ha fatto emergere in me capacità di cui non avevo coscienza seppure inizialmente in difficoltà nel trovare la fluidità giusta nella lingua, dopo i primi giorni pensavo addirittura in inglese! La mia esperienza è stata a dir poco meravigliosa ma soprattutto formativa nel campo fotografico, linguistico, culturale e sociale. Lo staff è stato minuzioso e coinvolgente ma soprattutto disponibile a qualsiasi tipo di consiglio o richiesta. Consiglierei questa esperienza a chiunque sia interessato a conoscere realtà e società diverse dalla propria, mettendo alla prova il proprio inglese e le proprie competenze, inoltre si sono sviluppate amicizie importanti anche in così poco tempo. È una vera opportunità che da i suoi frutti nel presente e nel futuro”.
Condivisione, confronto, amicizia, le parole chiave degli Erasmus plus che suggeriscono il filo comune di ogni scambio, l’arricchimento reciproco attraverso lo scambio.

Maria Pia Belmonte

FaC

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