AREA URBANA Migranti Rende

Studenti internazionali nel borgo di Rende con i volontari del Servizio Civile

Sabato scorso un gruppo di studenti di diversi corsi di laurea e diverse nazionalità (Egitto, Persia, Ecuador, Paraguay, Tanzania, Burundi, Burkina Fasu e Italia), è partito dall’Unical per andare alla scoperta del centro storico di Rende, un borgo incantevole e molto vicino all’università, penalizzato dal trasporto pubblico che lo costringe all’isolamento. La giornata è stata curata dall’associazione culturale Entropia e dai volontari del servizio civile nazionale inseriti nel progetto ‘Studenti senza frontiere’ e coordinati dalla responsabile Daniela Ielasi.
Giunto in cima alla collina dove sorge la parte storica del paese, il gruppo, formato da una quarantina di giovani, ha incontrato Carmela Bilotto, guida professionista che ha condotto il “trekking urbano” alla scoperta dei principali luoghi di memoria storica e degli scorci più suggestivi, tra storia e leggenda, dell’abitato fondato dagli Enotri. Il primo insediamento fu nominato Arintha ‘patria degli uomini forti’, e il paesello mantiene pressocchè inalterata la sua urbanistica medievale conservando memoria dell’antica toponomastica nei nomi alternativi di vie e piazze, come la centrale Piazza degli Eroi, meglio nota come “u sieggiu”, la conformazione della via che si apriva verso la “Porta di Cosenza”, collegando Rende e il capoluogo, oppure nell’assetto del vecchio quartiere della Giudecca, ancora riconoscibile per i vicoli particolarmente stretti e le arcate d’accesso. Numerose le chiese e i palazzi nobiliari, che conservano intatti molti portali scolpiti e balconate in ferro battuto.
Il tour è stato prevalentemente all’aria aperta, ma ha previsto anche visite ai musei. Il primo che il gruppo ha visitato è stato quello del Castello Normanno Svevo. La struttura, ‘il gigante di pietra’, è stata fondata nel 1065, e ancora oggi è possibile ammirare gli stemmi araldici delle famiglie che hanno regnato nell’atrio del castello. Il Castello, proprietà del Comune dal 1922, è stato sede del Municipio fino al 2011 ed è attualmente sede del Museo d’Arte Contemporanea. Il Museo, nato dalle donazioni private di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, espone una significativa varietà di opere d’arte contemporanea, dalla pittura alla scultura. Nel pomeriggio invece, tappa obbligata al Museo civico, con la visita alla Pinacoteca che ospita le opere di Mattia Preti.
Ma non è stato solo il gusto dell’arte a trovare soddisfazione. All’ora di pranzo arrriva la sorpresa offerta dall’associazione Entropia, ‘pasta china’ e vino locale, tutto a km0. All’ombra degli alberi, davanti a un belvedere mozzafiato, l’atmosfera è subito diventata festosa, chitarra, charango e quena (strumenti ecuadoriani), voci e lingue diverse hanno animato il paesello.
Nessuno dei presenti era stato mai nel centro storico di Rende né italiani né internazionali, tutti sono rimasti estasiati dalla bellezza del luogo, per quanto sia apparso quasi un paese fantasma. Dispiace che il potenziale di questi luoghi rimanga inespresso, confinato in un territorio così vicino, ma che appare così lontano nella quotidianità. Tantissimi giovani e meno giovani hanno già concluso il loro percorso all’Unical ma non sono mai passati nei vicoli di Rende vecchia, che si sta spopolando come gran parte dei borghi del Sud. Quello che rimane, senza la vitalità di occhi e corpi che fanno vivere i vicoli, è una bellezza straordinaria ma silenziosa, troppo spesso umiliata dalla dimenticanza e dall’incuria. Speriamo per il futuro, che cambino le condizioni, e che anche il centro storico possa tornare ad essere un punto nevralgico della città e un punto di riferimento per la comunità del Campus.

Maria Pia Belmonte

FaC

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