CULTURA Teatro Zoom

Microteatro chiude con Racco e Mercurio sulla soglia della trincea

Due attori che intepretano due attori nel mezzo di una guerra. Un gioco metateatrale sulla soglia della trincea. Un gioco semplice e mai scontato, un gioco con la vita. “La guerra di prima” è un’ora di sospensione poetica tra tragedia e commedia con gli spettatori trasportati ai margini di un film di Mario Monicelli, dove le ombre di Totò e Nino Taranto aleggiano sulla scena. Nino Racco e Vincenzo Mercurio incantano il pubblico con la loro sapienza recitativa, con il loro essere artisti consapevoli e accorti, indugiando su posture e ammiccamenti che arrivano dall’antico teatro di rivista, ricalcando stilemi di un teatro popolare mai volgare, mai pretenzioso, usando in maniera mirabile le loro voci che possono cantare “muttette calabresi” e classici della canzone partenopea.
È forse l’esibita semplicità la cifra più alta di questa proposta, un minimalismo, a tratti comico, a tratti drammatico, che scivola lieve sulle tavole del palcoscenico, strappando risate e qualche lacrima al pubblico partecipante, chiamando l’applauso a scena aperta quando tra i due attori-soldato parte il contest per sfuggire l’oscenità della prima linea.
Non poteva esserci chiusura più degna per “Microteatro” la piccola rassegna messa in piedi da Entropia con la collaborazione di Libero Teatro e Zahir, quattro martedì che hanno visto la sala del DAM riempirsi di un pubblico eterogeno e attento per assistere a 4 proposte teatrali profondamente diverse ma tutte di ottima qualità: la commedia frizzante e intelligente di “Quasi quasi mi ammazzo” di Giuseppe Vincenzi con Ciccio Aiello, Alessandra Chiarello, Stefania De Cola, Paolo Mauro e la voce-off di Emilia Brandi; la pungente stand-up comedy di Nunzio Scalercio (con la collaborazione ai testi di Stella Romano); la narrazione magica di “Bollari” con Carlo Gallo del Teatro della Maruca e infine la poesia de “La guerra di prima” proposto dal Teatro Proskenion.
Come sottolineato da Daniela Ielasi, durante i saluti al pubblico prima di cominciare l’ultimo spettacolo in programma, “Microteatro” è un piccolo esperimento dal basso, che non ha la pretesa di entrare in competizione con i teatri ufficiali, ma vuole essere un momento di condivisione e confronto in un luogo che da più di 20 anni è un punto di riferimento costante per tante compagnie teatrali e gruppi musicali dell’area urbana di Cosenza e Rende, un luogo che ogni giorno offre agli studenti dell’Università della Calabria importanti opportunità di crescita culturale.

Ernesto Orrico

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