CULTURA MONDI

Hate speech, Entropia partner di uno scambio giovanile in Ungheria

Condividere racconti ed esperienze per contrastare l’hate speech online, il linguaggio violento sempre più diffuso in rete e sui social: questo l’obiettivo di “Let me tell you my story”, lo youth exchange che si svolgerà in Ungheria dal 7 al 16 ottobre, di cui l’Associazione Culturale Entropia è partner, in qualità di sending organization. Le attività dello scambio, a cui parteciperanno 42 giovani provenienti da Ungheria, Polonia, Malta, Lituania e Italia, sono state pianificate insieme durante la visita preliminare che si è tenuta dal 9 all’11 settembre a Balatonfured (Ungheria). Con i coordinatori delle associazioni Lélektér Alapìtvany (Ungheria), Asmeninių pokyčių institutas (Lituania), Usamborgia (Sicilia), Stowarzyszenie Zmiana Tematu (Polonia) e Yours Empowerment Group (Malta), erano presenti anche le delegate di Entropia, Maria Pia Belmonte e Giada Rita Filippo.
Nei giorni trascorsi a Balatonfured, Pia e Giada hanno avuto la possibilità di conoscere altre realtà associative e approfondire l’organizzazione degli scambi europei. Hanno partecipato attivamente alla pianificazione delle attività che coinvolgeranno i ragazzi dello YE in Ungheria. C’è stato anche tempo per socializzare e per visitare la città di Balatonfured con il suo grandissimo lago, e la città di Tihana, particolare per la fortissima presenza della lavanda e di tutti i suoi derivati. L’ultimo giorno infine, Pia e Giada hanno incontrato i volontari dei Solidarity Corps, nell’ambito di un altro progetto gestito sempre dalla “hosting organization”, la Lélektér Alapìtvany, ragazzi provenienti da diversi paesi – tra cui Ungheria, Turchia, Polonia, Kirghizistan – impegnati nelle scuole a promuovere l’Erasmus +. Sono stati loro ad organizzare la festa di saluto a sorpresa cucinando cibi tipici.
“Let me tell you my story”, interamente finanziato dall’Unione Europa nell’ambito del programma Erasmus+, prevede una settimana di attività informali e non formali sul tema dell’Hate Speech Online, tema particolarmente caldo in questi ultimi anni. I social network spesso si sostituiscono ai luoghi pubblici di dibattito, permettendo da un lato una maggiore partecipazione a distanza, e dall’altro la proliferazione del linguaggio violento a danno degli utenti più deboli. Il Digital Story Telling allora può essere usato come strumento per contrastare il fenomeno.
Il team italiano è stato già selezionato ed è pronto a partire. La possibilità di conoscere altre persone provenienti da diversi Paesi è una cosa straordinaria, condividere il tempo è una ricchezza assoluta, con la speranza di costruire un luogo comune di pace e rispetto verso il prossimo. Una grande opportunità offerta dall’Europa ai giovani, per portare avanti il progetto di unità e pace sognato e sperato dai padri fondatori dell’Unione Europea.

r.f.c.

FaC

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