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La Costituzione incompiuta. Seminario sull’attuazione della Carta 70 anni dopo

A settant’anni dalla sua nascita, possiamo considerare la Costituzione Italiana totalmente attuata? E’ questo l’interrogativo al centro del seminario tenutosi tra i banchi del cubo 29B sui settant’anni della Costituzione e la sua relativa attuazione. All’incontro organizzato da Unical e Coordinamento Democrazia Costituzionale con la partecipazione di Walter Nocito, docente di istituzioni di Diritto Pubblico, e Rocco Giurato, docente di Storia del Diritto, si è discusso anche della Francia degli ultimi giorni, di organizzazione del lavoro in Italia e della debolezza partitica nella politica moderna.
Il seminario ha dato spazio ad un ampio dialogo che ha toccato più temi, concentrando però il focus sull’effettiva attuazione della Carta Costituzionale italiana che, come affermato dal prof Giurato “Non è solo un testo normativo, ma un insieme di strutture giuridiche e politiche”. Tra i tanti citati Weber, Steiner e Troper, ma anche Montesquieu e Calvino. “Se gli uomini fossero angeli – riprende il prof Giurato citando il famoso scrittore italiano – non ci sarebbe bisogno di un governo”.
Si indaga la Costituzione partendo dai vari tipi di Stato e prendendo in prestito l’aristotelica idea di potenza e di atto. La Costituzione italiana ha alla base una dicotomia, è una Costituzione spesso in potenza, ma quasi mai in atto, colpa forza dell’eterogenesi dei fini di Wundt: ciò che si vuole eseguire non sempre è conseguente. Anche l’evasione ha trovato spazio nel dialogo. Erroneamente considerata un male esclusivo del mondo moderno, trova le sue radici anche nel ‘700, nella Venezia descritta da Montesquieu come un luogo al minimo delle capacità economiche a causa dei più abbienti evasori, che spesso restavano impuniti.
Il docente di Diritto Pubblico, Walter Nocito, si è espresso nei confronti di organi come il CNEL, con la speranza che possano adeguarsi al più presto ai tempi moderni, in modo da facilitare un dialogo lavorativo attualmente “antiquato”. Alcuni accenni alla Costituzione economica hanno poi aperto la strada alle successive riflessioni del prof Giurato, incentrate sulle attuali forme di governo e sulla magistratura, ultimi due punti del seminario. Le prime, definite ormai “deboli”, sono carenti di quella dialettica che invece dovrebbe contraddistinguere i partiti politici; la seconda, descritta come un potere “occulto”, ha bisogno di perdere l’ “irresponsabilità” che la contraddistingue. Un’osservazione critica nei confronti dell’atteggiamento spesso d’opposizione della magistratura.
Vari gli spunti storici e tante le domande e le questioni sollevate negli ultimi minuti della “lezione” dagli studenti, protagonisti attivi del dialogo. Tra tutte il peso dell’educazione nella Costituzione, il problema della povertà e il divario economico, temi ripresi nell’intervento finale del prof Nocito, che ha concluso il seminario tra gli applausi e l’approvazione dei partecipanti.

Kevin Barbaro

FaC

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