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La Terra di Piero, la lezione dei volontari agli studenti dell’Unical

La Terra di Piero è un progetto nato nel 2011, dopo la morte di Piero Romeo, ultrà e attivista cosentino noto per l’impegno umanitario. Ieri pomeriggio, i volontari dell’associazione, tra cui il presidente Sergio Crocco, hanno incontrato gli studenti del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università della Calabria.
I volontari della Terra di Piero sono persone comuni, professionisti, bancari, operai. Persone che operano sia a Cosenza che in Africa, una “cooperazione dal Sud per il Sud” hanno ribadito più volte. Non si pongono obbiettivi impossibili, non vogliono essere lodati, né tanto meno fanno tutto questo per un riconoscimento. Vogliono solamente “dare per ricevere”, come ha raccontato il presidente. Sono persone che non si recano lì per prendere il petrolio, i diamanti, o tutto ciò che gli europei hanno sempre derubato al continente africano; vanno per formazione personale, per aiutare se stessi, per capire i motivi alla base delle migrazioni. E alla base delle migrazioni, spesso, ci sono ingiustizie di cui i nostri governi occidentali sono i primi responsabili.
La Terra di Piero opera, oltre che sul territorio cosentino, anche in Tanzania. Si occupa principalmente dei bambini, con particolare attenzione per quelli disabili e per quelli affetti da malattie. Infatti, in questa regione dell’Africa centromeridionale, sono maggiori i casi di bambini malati di Aids o colera piuttosto che di malnutrizione. Molteplici i progetti realizzati: pozzi, scuole, parchi giochi di facile accesso anche per i bambini portatori di handicap. Il parco giochi costruito, unico in Tanzania – e, da quanto riferito dall’ambasciatore italiano, unico in tutta l’Africa – è stata una sorta di riproduzione di quello costruito nella città di Cosenza. Infatti, porta il nome di Parco Piero Romeo 2.
In un paese come la Tanzania, è necessario agire con molta attenzione – spiegano i volontari – informarsi sui luoghi in cui si va ad operare, sulle persone che si troveranno, sui loro modi e sulle loro culture. Per questo l’associazione cerca un dialogo sia con le associazioni del posto che con il governo: ad agire senza informare le autorità, il capo clan o chicchessia, si rischia persino di essere arrestati. La Terra di Piero – hanno aggiunto infine i volontari – è un’associazione no profit. Tutto ciò che realizza è possibile grazie a donazioni, beni, alimenti, offerti spontaneamente. L’associazione si autofinananzia inoltre con spettacoli scritti, diretti e sceneggiati dagli stessi volontari. Un insieme di attori non professionisti che ha fatto dell’umanità la propria missione.

Carmen Bertucci

FaC

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