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Randagismo, i dipendenti Unical chiedono una soluzione definitiva

Una soluzione definitiva al problema del randagismo: la chiedono ufficialmente in una nota i tre Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza dell’Università della Calabria, Domenico Faraco, Paolo Salituro e Daniela Sarro, dopo le numerose segnalazioni di colleghi e docenti in merito alle aggressioni subite da cani randagi all’interno del Campus. I RLS chiedono alla governance di farsi carico del problema, segnalandolo a sua volta al Comune di Rende, che è l’ente competente in materia. Intanto hanno investito il Responsabile del Servizio Protezione e Prevenzione d’Ateneo, Aurelio Diano, che ha provveduto ad inviare direttamente una comunicazione via mail al Comune, richiedendo un intervento delle autorità competenti.
Prima che il randagismo diventasse un problema, i cani erano considerati parte della comunità universitaria. Alcuni esemplari venivano adottati collettivamente dai residenti delle Maisonnettes, “seguivano” le lezioni, difendevano il territorio e i suoi abitanti. I cani, anche se randagi, non aggrediscono senza un motivo. Il problema è il branco, che a volte incute paura anche a chi normalmente non ne ha: la paura è avvertita come una minaccia e le reazioni sono imprevedibili. Periodicamente il dibattito si riaccende – come negli ultimi giorni su Mercurio, mailing list interna all’ateneo – e rappresentanti a vario titolo, dagli studenti, ai dipendenti, ai docenti, lanciano allarmi e richieste d’aiuto. Naturalmente le posizioni sono contrastanti, da chi chiede il ricorso all’accalappiacani e al canile, a chi invece pensa che i randagi abbiano il diritto di circolare liberamente, “il problema è l’uomo”.
L’università dal canto suo se n’è interessata a più riprese: tanti anni fa tramite le volontarie del Centro per la Qualità della Vita, poi con un’apposita campagna di sensibilizzazione ideata dal Centro Residenziale, più di recente con l’ausilio di un’associazione di volontariato con sede alle Maisonnettes. Ma il vero problema è la continuità degli interventi, sul lungo periodo. Invece, dal mese scorso l’università ha rescisso la convenzione con l’associazione che se ne occupava – forse senza troppo successo. “Come RLS – scrivono nella nota – riteniamo che per la soluzione del problema il volontariato sia essenziale, e chiediamo all’amministrazione, se non lo avesse già fatto, di rinnovare la convenzione con la stessa associazione o con altra equivalente, estendendola a tutte le aree del campus (e non solo alle residenze)”.
I rappresentanti si rendono disponibili, in ogni caso, ad un eventuale incontro che l’Amministrazione riterrà di convocare “per discutere di misure strutturali e quindi durature nel tempo che garantiscano, nel lungo periodo, un soluzione definitiva e soddisfacente al problema del randagismo che, oltre a negare ai tanti docenti, amministrativi, tecnici e studenti la serena fruibilità degli spazi universitari, costituisce un danno (non di poco conto) all’immagine che l’Università della Calabria offre di sè agli utenti attuali ed a quelli futuri ed eventuali”.

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FaC

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