UNICAL

“Spready”, un’idea vincente per rigenerare il quartiere San Gennaro

Trenta ore per ripensare insieme lo spazio urbano, partendo magari da un quartiere dell’Università della Calabria. E’ quanto è accaduto il 5 e 6 aprile nel quartiere San Gennaro dell’Unical, nell’ambito del progetto Tilt, gestito dall’associazione Goodwill e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. 
Nell’arco delle due giornate di lavoro all’interno del Talent Garden Cosenza, che ha sede proprio nel quartiere San Gennaro, si è tenuto il “City Hackathon”, che ha visto come protagonisti ben quattro team composti da architetti, progettisti, designer e innovatori. Sotto la guida di Fulvio Terzi, Marco Vercillo – fondatore dell’Associazione culturale “RigenerAzione”-, Deborah De Rose, Egidio Greco, Marilena Morabito e Sergio Molinari, i partecipanti hanno elaborato idee e proposte incentrate sulla rigenerazione degli spazi comuni del quartiere: ogni progetto è stato poi valutato da una giuria secondo i criteri di fattibilità e di reale beneficio per il quartiere e per gli studenti che lo vivono. La giuria era composta dal prorettore Luigino Filice, da Gennaro Di Cello, che ha partecipato anche al mentoring e da Luigi Gulizia, presidente del comitato del Quartiere San Gennaro.
A ricevere il premio di 7mila euro è stato “Spready”, il progetto del team rosso composto da Francesca Silvestri, Chiara Paradiso, Claudio Codispoti, Vincenzo Screnci e Luciano Maria Fortunato. Al team sarà data la possibilità di realizzare effettivamente il progetto in collaborazione con il Comitato del Quartiere San Gennaro. “Spready” prevede la trasformazione della sala di fronte il Talent Garden in un’aula di condivisione e unione, modernizzandola con l’acquisto di strumenti, arredi e apparecchiature e dotandola di tutti i servizi, tali per poter ospitare gli eventi che verranno organizzati successivamente. Le tematiche si sceglieranno di volta in volta, in base ad argomenti che daranno a tutti gli studenti universitari e non solo ai residenti del quartiere, l’opportunità di prendere parte a tavoli tematici e all’organizzazione d’eventi d’interesse per tutti.
Per tutti i partecipanti City Hackathon è stata un’occasione di confronto e crescita in un contesto collaborativo, attraverso uno scambio incessante di idee che ha stimolato la creatività e la partecipazione. Un’iniziativa alla quale dovrebbero aspirare anche gli altri quartieri dell’Università della Calabria, per un futuro migliore all’insegna della rigenerazione.

Elena Lombisani

FaC

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