CULTURA Unical

La borghesia mafiosa spiegata agli studenti

“Un fenomeno così cruento che dura da tempo non può durare se non vi è un’alleanza civile: la borghesia mafiosa contiene tutto ma è invisibile”. Eugenio Facciolla, procuratore capo della Repubblica di Castrovillari, ha tenuto la sua Lectio Magistralis in un’aula Solano gremita. Ad ascoltarlo ci sono gli studenti di Scienze dell’Educazione che frequentano il Laboratorio di Pedagogia della R-Esistenza organizzato da Giancarlo Costabile, ricercatore del Dipartimento di Culture, Educazione e Società. Gli argomenti trattati sono più che mai delicati. Si parla di mafia, corruzione, e soprattutto di “borghesia mafiosa”, un fenomeno crescente che, a detta del prof. Costabile, rischia di diventare la nuova classe dirigente del Paese. 
La mafia è sempre più interessata ad infiltrarsi nelle istituzioni o addirittura a diventare istituzione stessa. Nipoti dei boss noti divenuti eccelsi avvocati oppure le trattative con lo Stato senza spargimenti di sangue. La Mafia è forse meno violenta ma sicuramente più acculturata, secondo il magistrato. La borghesia mafiosa si nutre di complicità insospettabili, dagli imprenditori ai bancari, o semplicemente di piccoli commercianti pronti ad aiutare il riciclaggio dei soldi sporchi. Per spiegare bene il termine “borghesia mafiosa” agli studenti, il procuratore ha citato le indagini sull’assegnazione dei lotti per la Salerno-Reggio Calabria. “Nel 2002 – spiega Facciolla – ci imbattemmo in una conversazione dove si capiva che alcuni mafiosi conclamati si sarebbero dovuti incontrare con esponenti di imprese nazionali e internazionali per accordarsi sui lavori dell’Autostrada. Concordarono poi una percentuale del 4% durante una riunione in una botola sotterranea sfuggita alle nostre microspie posizionate per l’occasione. Questo ci ha fatto capire che non ci sarebbero stati fatti di sangue”.
Facciolla ha poi spiegato come sia cambiata la criminalità organizzata, citando un episodio recentissimo. “Sicuramente avete sentito parlare del processo Aemilia. Ho conosciuto molti anni fa uno dei boss coinvolti nella vicenda e devo essere sincero a mio avviso non sembrava una persona così potente. Evidentemente mi sbagliavo”. Dopo quell’incontro infatti molti uomini si sono spostati in Emilia-Romagna creando un impero ‘ndranghetistico in un territorio che sembrava immune ai fenomeni criminali.
Ad Eugenio Facciolla è stata consegnata, prima del suo intervento, una targa dal rettore Gino Mirocle Crisci “per – si legge nel premio stesso – il suo proficuo impegno contro le mafie e l’illegalità, a difesa dei valori della Repubblica”.

Luigi Mazziotti

FaC

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