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“L’università è interazione sociale”, De Cristofaro saluta con favore il ritorno in aula

“L’Università alla prova della pandemia, diritto allo studio e prospettive”. E’ questo il tema del convegno promosso dal Comune di Rende in partenariato con l’Università della Calabria lunedì scorso presso il Museo del Presente. L’iniziativa ha assunto particolare rilevanza soprattutto per la presenza del sottosegretario di Stato del Ministero dell’Università e della Ricerca, Giuseppe De Cristofaro, il quale ha scelto l’ateneo di Rende per la sua prima visita ufficiale.
“Voglio ascoltare le singole realtà regionali, iniziando dalla Calabria – ha spiegato il sottosegretario – perché ritengo decisivo partire dal Mezzogiorno nella ricostruzione del quadro generale dello stato delle università in Italia. Ho l’impressione che quanto fatto negli ultimi decenni abbia piuttosto acuito elementi di disuguaglianza e sperequazione tra Nord e Sud. Conseguenza positiva del Covid-19 è che si è alzata la soglia di attenzione dell’opinione pubblica rispetto a questi temi, favorendo il dibattito pubblico, che è quello che è veramente mancato. In questo contesto senza precedenti si è alzato il livello di attenzione attorno ai grandi pilastri democratici del Paese”.
Per il sottosegretario “formazione” è la parola chiave. Formazione che deve avvenire non solo attraverso la didattica ma soprattutto con l’interazione sociale. “Ho la sensazione – ha proseguito De Cristofaro – che in questi anni si sia affermata l’idea che la formazione dello studente risponda sostanzialmente ad una logica di fondo: lo sbocco lavorativo e professionale. Questo sicuramente è importante però non basta”. Per la crescita e la formazione dei ragazzi è indispensabile il contatto diretto con i docenti ma anche tra gli stessi studenti. E questo sicuramente non può avvenire attraverso lo schermo di un computer. La didattica a distanza sicuramente non ha effetti positivi. La didattica a distanza è un problema soprattutto per coloro che non possono permettersi un computer e una wifi, per questo è ancora più importante tornare nelle aule universitarie, ovviamente con tutte le precauzioni dettate dalle regole anti contagio. Su questo aspetto De Cristofaro ha espresso apprezzamento per i provvedimenti che l’Università della Calabria è riuscita a prendere in pochi mesi per rispondere ai disagi creati dalla pandemia: anticipate le borse di studio agli idonei e ai beneficiari, garantito un sostegno alle matricole per l’acquisto dei computer, sim dati e modem wifi per tutti, prolungamento dei termini per la presentazione dell’Isee, ma specialmente la ripresa delle lezioni in presenza.
Tra gli intervenuti al convegno anche Sandra Savaglio, assessore regionale all’Università, Ricerca Scientifica e Istruzione, il sindaco di Rende, Marcello Manna, l’assessore alla cultura dello stesso Comune, Marta Petrusewicz. Si sono poi registrati i contributi di Francesco Mazza, Menotti Lucchetta e Giampaolo Iazzolino. Dagli interventi è emersa la necessità di più risorse, più investimenti e più sinergia e collaborazione tra le istituzioni. “Più risorse per l’Università, più risorse per l’università meridionale, più risorse per il diritto allo studio – ha affermato Nicola Fiorita, professore associato dell’Unical che ha introdotto e concluso i lavori – questa è la base su cui immaginare il futuro insieme al territorio e per il territorio. Dalla crisi si potrà e si dovrà uscire con quello spirito solidale utopico ed egualitario che portò alla nascita dell’Università della Calabria nella consapevolezza – ha concluso Fiorita – che senza il Sud non c’è l’Italia e che senza l’Università non c’è futuro”.

Marica Tallarico

FaC

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