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Un mercoledì nell’Orto alla scoperta della flora calabrese

Situato nei pressi dell’edificio Polifunzionale dell’Università della Calabria, l’Orto botanico si estende su otto ettari di terreni collinari e dal 1982 ad oggi è arrivato ad ospitare ben 400 esemplari di piante. A visitarlo sono spesso scuole o studenti universitari, soprattutto quelli di Farmacia e Scienze Naturali, interessati ad avere un contatto più diretto con la flora calabrese. Durante la stagione primaverile avviene la fioritura e per tutti coloro che sono interessati ad osservarla nel periodo di maggiore rigogliosità vengono organizzate periodicamente diverse visite guidate. Non tutte le piante, tuttavia, fioriscono nello stesso periodo, quindi ogni visita risulta diversa dalla precedente e ogni volta c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire.


Mercoledì 18 aprile si è tenuto il secondo appuntamento de “I mercoledì dell’Orto”, sotto la guida di Carmen Gangale. I partecipanti si sono ritrovati di fronte ad esemplari di peonia rarissimi in Italia, iris di vari colori e alcune specie di bonsai la cui coltivazione è considerata una forma d’arte. Tra un esemplare e l’altro è possibile imbattersi anche in aiuole costituite da piante che vivono in ambienti rocciosi quali l’Erica multiflora e la Primula di palinuro, quest’ultima protetta a livello europeo. Non mancano nemmeno esemplari di piante presenti solamente in zone costiere, come il Giglio di mare ed esemplari di Achillea rupestris e Pini loricati che crescono soltanto sul massiccio del Pollino. Una particolare attenzione da parte del giardiniere che si occupa dell’Orto viene dedicata, inoltre, alla ricostruzione di aiuole argillose, spesso difficoltosa a causa delle piogge.
Ad essere incluse tra le rarità più interessanti presenti, comunque, sono anche piante fino a qualche anno fa conosciute soltanto allo stato di fossile, quali la Zelkova sicula, scoperta dagli studiosi negli anni ’90, e un esemplare di Wollemia nobilis. Vaste distese di prati sono ricoperte da numerosi esemplari di orchidee, che hanno la peculiarità di attirare gli insetti maschi rilasciando ferormoni di insetti femmine, e da alcune querce ormai diventate poco comuni in Calabria perché sostituite da uliveti.


L’obbiettivo dell’incontro è stato quello di valorizzare in modo particolare alcune specie autoctone come la Menyanthes trifoliata, considerata ormai quasi estinta dal momento che la sua presenza non è nota in altre zone della Calabria, e la Periploca graeca, anch’essa ormai estinta in seguito alla distruzione degli ultimi esemplari nei pressi di Rosarno. Molte di queste piante, infatti, fanno parte di liste rosse indicanti quali sono le specie che rischiano l’estinzione ed è necessario che l’uomo venga sensibilizzato per evitare disastrose conseguenze a livello ambientale. Ad arricchire ulteriormente l’Orto, infine, sono piante orientali coltivate a scopo didattico quali il Bamboo e un arboreto costituito, tra le diverse specie, da tigli e in cui risalta in modo particolare un esemplare di Platanus orientalis frequente in alcune zone dell’Est Europa. Chiunque sia interessato a scoprire qualcosa in più sulla flora calabrese e non solo o voglia semplicemente immergersi nella natura, farebbe bene a non perdere i prossimi incontri.

Gabriele Grandinetti

FaC

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