Calabria CULTURA UNIVERSITÀ

Il ricordo di due studiosi e docenti Unical, Filippo Burgarella e Giuseppe Roma

“Si deve proseguire con l’attività scientifica anche se, come pratica di elaborazione, non avrà mai compimento, ma permarrà sempre quel sentimento di malinconia quando quel vuoto si ripresenterà”: il direttore del dipartimento di studi umanistici Francesco Garritano ha così aperto nell’aula Spezzaferro lo scorso martedì il momento di ricordo del bizantinista Filippo Burgarella e dell’archeologo Giuseppe Roma, voluto celebrare in occasione della presentazione del volume “Monasteri Italo-Greci (secoli VII-XI)”.
All’incontro, moderato dalla docente Adele Coscarella, ha preso parte anche Raffaelle Perrelli che, visibilmente commosso, ha dichiarato ricordando il professore di origine arbereshe: “Nonostante io sia marxista e lui cattolico negli anni abbiamo avuto modo di divenire amici: la sua capacità di leggere il contemporaneo mi ha sempre affascinato così come la sua curiosità per il mondo storico. Per questo dispiace ancora di più per la sua dipartita quando la sua purezza d’animo soccombe alla volgarità dell’oggi: l’ingiustizia di alcune morti avvenute senza che si compisse del tutto quell’orizzonte di senso che una vita dovrebbe avere, ci lascia l’amaro in bocca”.
Dopo l’intervento dell’assessore regionale Maria Francesca Corigliano, che ha sottolineato come il lavoro dei due professori fosse stato fondamentale non solo per l’ateneo, ma anche per la valorizzazione identitaria della Calabria, sono intervenuti a ricordare Giuseppe Roma Adele Bonofiglio, direttrice del Museo della Sibaritide e i suoi colleghi, per i quali è intervenuto Attilio Vaccaro, oltre ai suoi studenti con il contributo di Gianfranco Castiglia.
Era infatti la prima volta che in una occasione pubblica si celebrava il ricordo del professore Roma. Proprio il soprintendente Mario Pagano ha dichiarato, chiudendo il momento commemorativo cui hanno partecipato anche i familiari: “C’è l’intenzione di realizzare una grande mostra sui Longobardi del sud alla luce delle recenti scoperte fatte in Sila dedicata alla memoria dell’archeologo. Era da tempo -ha affermato l’archeologo- che con il professore Roma parlavamo della possibilità di realizzare questa esposizione. Per la Calabria sarebbe un’occasione rilevante: la mostra, infatti, sarà arricchita dalle mine di ferro rinvenute sulle sponde del lago Cecita e rappresenterebbe una assoluta novità nel campo dell’archeologia medioevale”. Il soprintendente, poi, ha annunciato che “è di prossima uscita un articolo che ho dedicato al docente sulla rivista Temporis Signa”.
L’incontro si è concluso con la presentazione della pubblicazione degli atti del convegno “Monachesimo italo-greco (sec.VII-XI). Una lettura archeologica” tenutosi a Squillace lo scorso marzo illustrati da Chiara Raimondo, presidente dell’Istituto di studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria. Le conclusioni sono state affidate a Giuliano Volpe, presidente della Consulta universitaria per le archeologie post-classiche.

Simona De Maria

FaC

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