Salute Unical UNIVERSITÀ

Studenti per la sanità pubblica, sit-in al Centro Sanitario dell’Unical

Gli studenti e le studentesse dell’Università della Calabria non rimangono indifferenti alle mobilitazioni che nelle ultime settimane stanno attraversando la regione al grido di “sanità pubblica”. Martedì 24 novembre alle ore 11:30 si sono dati appuntamento al Centro Sanitario dell’ateneo, per un sit-in in forma statica. Il Centro è un punto di riferimento non solo per gli studenti del Campus, ma anche per il territorio, poichè ospita servizi indispensabili dell’ASP, come la Guardia medica, il 118, un consultorio e un counselling psicologico. Servizi non sempre commisurati ai bisogni, come nel caso del consultorio – di cui il nostro giornale si è occupato QUI e QUI – o come il counselling psicologico, che in questo periodo delicato riesce con estrema difficoltà a rispondere alla crescente richiesta di aiuto. 

Il sit-in è indetto per chiedere che i servizi sanitari all’interno del Campus vengano potenziati, ma anche per lanciare un appello all’Università affinchè aiuti la Calabria ad uscire dall’emergenza sanitaria e dalla zona rossa. “La più grande istituzione culturale della Calabria – si legge nel volantino degli studenti – deve impegnarsi, in sinergia tra comuni e Asp del territorio, nella lotta contro il Covid-19”. In un primo momento, bisogna riconoscerlo, l’Unical si è data molto da fare con l’iniziativa “Unical VS Covid19”, ma in questa seconda fase è apparsa quasi indifferente o peggio rassegnata agli eventi. Non una parola è stata spesa come comunità scientifica e intellettuale in un dibattito di rilievo nazionale: non serve a niente essere i primi della classe, se poi la regione dove è nata e cresciuta l’Unical con l’obiettivo dichiarato di migliorarne il tessuto socioeconomico, si trova nelle condizioni che sappiamo. Pur avendo messo a punto un proprio sistema di controllo e tracciamento dei casi positivi, l’ateneo è stato costretto comunque a chiudere le aule. 

Gli studenti chiedono allora un nuovo impegno. “Il campus – scrivono – può offrire ulteriore supporto grazie alle sue strutture in questo momento sottoutilizzate. Il Laboratorio di Chimica clinica e tossicologia ha avviato un’attività di screening attraverso l’utilizzo del tampone rapido antigenico ma c’è bisogno di più ambizione: supportare l’Azienda Sanitaria Provinciale nelle attività di processazione dei tamponi molecolari. L’interlocuzione con la commissaria Cinzia Bettelini è già stata avviata ma sappiamo che il tempo, per questo virus, è il fattore principale per tracciare e isolare i casi positivi”. Non solo. L’Unical possiede un patrimonio immobiliare che potrebbe rivelarsi decisivo in questo momento. “Individuare e dedicare spazi pubblici e privati da adibire ad alloggi covid per persone con sintomi lievi e positive è una questione prioritaria: l’università può mettere già da subito a disposizione dei blocchi di studentati per ospitare chi ha bisogno di una struttura isolata dai familiari”.

r.f.c.

 

 

 

 

 

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